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Precisazione dal comparto sindacale anche a seguito delle pubblicazioni su stampa locale
FP CGIL, FP CISL, UIL FPL SU STABILIZZAZIONE PRECARI ASSUNTI DOPO SISMA 1997
A Perugia un presidio per riconoscere impegno istituzioni e mantenere attenzione su questione

(Avi News) – Perugia, 20 nov. – "Questa non è una polemica, ma una precisazione dovuta". Chiariscono subito il proprio intento Ivano Fumanti, Ubaldo Pascolini e Andrea Russo, rappresentanti per il comparto del pubblico impiego rispettivamente per Cgil, Cisl e Uil, che si sono espressi in merito alla questione, apparsa anche in questi giorni sulla stampa locale, della stabilizzazione dei precari assunti a seguito del sisma del 1997. Oltre 40 impiegati pubblici, fra i Comuni di Nocera Umbra, Valtopina, Vallo di Nera e Monte Santa Maria Tiberina, assunti per effetto della legge 61 del 1998, con contratto di lavoro a tempo determinato, prorogato di anno in anno, con scadenza il 31 dicembre 2012 e, per questo, in presidio permanente in piazza Italia, a Perugia.
"Va chiarito anzitutto – hanno spiegato i rappresentanti sindacali – che la ricostruzione nei Comuni interessati non è purtroppo terminata. Basta fare due passi per Nocera Umbra per rendersene immediatamente conto. I lavoratori precari, quindi, sono indispensabili per continuare e concludere i lavori. L'alternativa sarebbe il blocco delle attività o l'utilizzo, dal primo gennaio 2013, di consulenze esterne, ben più costose. Non si tratta dunque soltanto di un problema dei precari".
Ammessa così l'urgenza della questione, si passa a chiarire la situazione nella quale i lavoratori in questione versano al momento. "È doveroso sottolineare – hanno continuato i rappresentanti sindacali – che si tratta di lavoratori a tempo determinato da quindici anni, che hanno visto rivolgersi un susseguirsi di rinnovi e proroghe, anche inferiori all'anno, connessi alla situazione di emergenza. Se da un lato cioè la condizione di emergenza ha giustificato un tale utilizzo ripetuto di rinnovi e proroghe, si ritiene che a questo punto sia moralmente doveroso individuare dei percorsi che, dopo tutto ciò, evitino che si giunga addirittura alla definitiva perdita del posto di lavoro. Non va dimenticato che nel privato questi lavoratori sarebbero stati obbligatoriamente stabilizzati da tempo".
Fatto il punto della situazione, i tre sindacati, in maniera congiunta, chiariscono i prossimi passi da mettere in campo per la risoluzione della questione. "Abbiamo già attivato – hanno concluso i rappresentanti sindacali – un proficuo confronto con la Regione Umbria, con i parlamentari umbri e con i Comuni interessati, ai quali è stato chiesto l'impegno a porre in essere tutte le possibili iniziative, tese alla risoluzione del problema. Mercoledì 21 novembre, inoltre, verremo ricevuti dal Prefetto, al quale chiederemo l'interessamento da parte delle istituzioni parlamentari e governative. L'obiettivo è quello di garantire, con l'impegno di tutti e di ciascuno, per quanto di competenza, un futuro a quaranta lavoratori e alle loro famiglie. Il presidio permanente, in piazza Italia, a Perugia, è volto, infatti, a riconoscere l'impegno delle istituzioni e a mantenere l'attenzione sulla difficile situazione di questi lavoratori. Auspichiamo, anche per questi lavoratori, che si riesca a seguire un percorso di stabilizzazione, come già avvenuto, anche attraverso accordi di programma, per tutti gli altri impiegati assunti per l'emergenza sisma."

Maria Cristina Costanza











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